Boicottiamo le recite di Natale: insegnanti non vogliono farle di sabato, genitori costretti a “bruciare” congedo parentale. Mi costano 455 euro

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L’appello arriva da Il Sole24 Ore e chi scrive è consapevole che scrivendo su un quotidiano di economia deve dare al proprio articolo un taglio economico.

Che puntualmente arriva: 455 euro per assicurare ai due figli la partecipazione alla recita di Natale.

L’autrice è Micaela Cappellini e mette in luce il disagio dei genitori lavoratori costretti a richiedere giorni di congedo parentale per poter presenziare alle recite di Natale dei figli, che si svolgono puntualmente in orario feriale pomeridiano. A cui vanno aggiunte le spese per l’abbigliamento dei figli e le offerte per i lavoretti.

Sono sempre stata dalla parte degli insegnanti e lo sono anche questa volta – ci tiene a precisare la giornalista – Il loro contratto di lavoro non li retribuisce se lavorano di sabato e quindi fanno bene, di sabato, a  non lavorare. Però vorrei tutelare anche i genitori che lavorano dal lunedì al venerdi, e pure tutti quei figli che alle recite piangono, imbarazzzati, perchè la loro mamma o il loro papà non sono potuti venire. E allora mi dico: perché non le aboliamo, queste benedette recite di Natale?

L’articolo

fonte: https://www.orizzontescuola.it/la-scuola-deve-piu-severa-condotta-piu-esigente-preparazione-studenti-utili-compiti-casa-sondaggio/

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