MENINGITE: ECCO COSA SUCCEDENDO NEL NOSTRO PAESE

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Nonostante le rassicurazioni dei medici, non si ferma la richiesta di vaccini contro la meningite da parte dei cittadini, in particolare dei genitori dei più piccoli, con scene di caos in molte asl italiane.

A Bologna ad esempio la corsa al vaccino contro il meningococco B ha mandando in tilt anche le prenotazioni per i richiami con i genitori dei bambini in fibrillazione dopo aver scoperto che i primi posti liberi per il secondo richiamo erano a settembre. Del resto dalle poche centinaia dello scorso anno le richieste di vaccino son passate a migliaia con un aumento esponenziale inatteso che ha colto impreparate molte aziende sanitarie locali.

Eppure, come sottolineato da più parti negli ultimi mesi, sia a livello medico che istituzionale, in Italia non c’è nessun allarme meningite perché i casi riscontrati sono numericamente analoghi alla media nazionale degli scorsi anni senza contare che oltre il dieci per cento della popolazione sana trasporta inconsapevolmente i batteri della meningite senza ammalarsi e solo in rari casi il batterio diventa aggressivo. È quanto hanno ribadito anche oggi gli esperti  riuniti al convegno sugli “Stati generali sulla meningite”, organizzato oggi Roma dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit),  in collaborazione con “Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute.
“La grande paura della meningite è ingiustificata perché il 10-20% della popolazione si porta il meningococco in gola. La maggior parte delle persone lo ha avuto almeno una volta nella vita cioè sono infettati ma senza ammalarsi” ha ricordato Massimo Galli, vicepresidente Simit e professore ordinario di Malattie Infettive all’Università’ di Milano. Il meningococco “ce lo passiamo attraverso goccioline di saliva soprattutto da bimbi e da adolescenti”, meno da anziani, perché nel frattempo ci creiamo un’immunizzazione, ha ricordato ancora l’esperto chiamato con i colleghi a fare  il punto della situazione su un tema che sta preoccupando molto gli italiani e in particolare i genitori con figli piccoli.

“Nella maggior parte dei casi questi batteri “non sono cattivi, diventano tali sono in una persona su mille di quelle che lo portano. Probabilmente la causa sono fattori genetici” ha sottolineato ancora il professore, confermano però che ad oggi “non abbiamo ancora un identikit su chi può essere interessato da una forma acuta” per questo “bisogna fare prevenzione attraverso i vaccini”, offerti gratuitamente dal Nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale, presto in vigore.

Al momento i casi di meningite meningococcica invasiva segnalati in Italia sono circa 200 e senza grandi variazioni rispetto agli ultimi anni a parte per la regione Toscana. Secondo gli esperti, l’incidenza media annuale si è sempre aggirata tra gli 0,2 e gli 0,3 casi per 100mila abitanti. L’incidenza però è  maggiore nei bambini al di sotto dell’anno di vita (oltre 4 casi per 100mila in questa fascia d’età). Più del 50% dei casi sono causati dal sierogruppo B, mentre il sierogrouppo C è il secondo più frequente. Proprio quest’ultimo gruppo è ha fatto riscontare dal 2015 un incremento inusuale di casi invasivi nel Regine toscana facendo scattare il piano di vaccinazione straordinario.

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