Il figlio piccolo di Mike Bongiorno ha rivelato alcuni piccoli segreti sul padre

Il figlio piccolo di Mike Bongiorno ha rivelato alcuni piccoli segreti sul padre

Mike Bongiorno rimarrà per sempre nel cuore di tutti gli italiani. Il conduttore televisivo più longevo della storia della televisione italiana era riservatissimo. Il figlio piccolo, Leonardo, ha deciso di confessare alcuni piccoli segreti del padre.

Leonardo, soprannominato Leolino, ha raccontato che tre giorni prima di morire, Mike gli aveva fatto un discorso in occasione del suo compleanno.

Riguardo al furto della salma di Mike nel 2011, Leonardo ha detto: “Una cosa assurda, senza senso. Dopo, lo abbiamo voluto cremare. Le sue ceneri ora sono disperse sul Cervino e in parte sono nella cappella di famiglia, al lago”.

Mike aveva anche delle fissazioni: “Era fissato con lo sport e voleva che lo praticassi ogni giorno. Ricordo che lunedì avevo nuoto, martedì tennis, mercoledì cavallo, giovedì golf, venerdì non mi ricordo e poi sci tutti i weekend. Quello lo facevamo insieme, certe levatacce! In pista voleva essere il primo e mi svegliava sempre alle 6, mi stringeva gli scarponi fino a farmi male e uscivamo” ha raccontato Leonardo.

Ma non era intransigente solo nella vita privata, lo era anche sul lavoro: “Si era fatto montare una parabola in terrazzo che sembrava la Nasa. Sono stato io a far sentire a papà le imitazioni di Fiorello e all’inizio non era molto contento. Poi invece sono diventati amici ed è cominciata l’abitudine di sentirsi in diretta alla radio. Papà prendeva quegli appuntamenti sul serio, ogni giorno fingeva di essere stato sorpreso mentre faceva una cosa diversa: una volta mi mandò a comprare quei barattoli che se li giri fanno il verso della mucca, e raccontava che stava mungendo in montagna; un’ altra volta si fece incidere un esercizio da un violinista per far credere che stesse suonando lui”.

Il figlio piccolo di Mike, ricorda anche i bei momenti passati col padre davanti alla tv per seguire le partite della Juventus: “Le guardavamo in salotto, io sul divano, lui nella sua poltrona, con i Telegatti dietro di noi che facevano il tifo. Nessuno poteva alzarsi”.

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