Teoria shock: Gesù non è mai esistito storicamente, quindi non è mai risorto

Una nuova teoria fa capolino e sconvolge il mondo della Chiesa. Una scuola di pensiero afferma che Gesù sarebbe solo un mito; altri invece credono che sia esistito, ma di certo non si trattava di Dio.

La nuova teoria shock parla chiaro: Gesù Cristo non è mai esistito, non è mai morto e, soprattutto non è mai risorto nel giorno di Pasqua. Tali studiosi hanno smontato tutto ciò che la Chiesa Cattolica ha sempre ritenuto una verità assoluta e hanno dunque snaturato la festività pasquale, non essendoci stata alcuna resurrezione. Gesù sarebbe solo un mito, scopiazzato dalle altre fedi religiose.

Fino a tale momento, nessuno aveva mai messo in discussione la storicità di Gesù, al di là della religione. Che fosse esistito un uomo che è vissuto in Palestina durante l’Impero romano, che fosse stato considerato un santo da molti e che poi fosse stato messo a morte è stato dato per certo praticamente da sempre. Esistono delle testimonianze scritte riguardanti la vita di Gesù: le prime sono contenute nelle lettere di San Paolo, diffuse circa 30 anni dopo la sua morte. Numerosi sono gli storici romani, oltre a fonti greche ed ebree di quel periodo o degli anni immediatamente successivi, che raccontano della vita di Gesù confermandone l’esistenza. Certo, che fosse o meno Dio, il figlio di Dio o comunque un grande profeta è un fatto che attiene esclusivamente alla fede: la storia è altra cosa.

Negli ultimi decenni però si è messa addirittura in discussione che quello di Gesù sia solo un mito tramandato di generazione in generazione. Anche se si tratta di costrutti ampiamente minoritari tra storici, archeologici, filologi, tali teorie sono comunque degne di nota.

“Tratta di ateologia” di Michel Onfray, dimostra che molti degli aspetti della vita di Geù siano stati copiati da altre religioni: prima di Gesù, infatti, vi erano state divinità adorate per essere scese sulla terra o che erano morte e risorte.

Altri storici ritengono che probabilmente un uomo chiamato Gesù fosse realmente esistito, ma che si trattasse di uno dei tanti falsi profeti che, nella Giudea di quei tempi molto scossi da guerre e sopraffazioni, provava a farsi passare per un messia. Il libro “Perché non possiamo dirci cristiani”, bestseller del matematico Piergiorgio Odifreddi, sostiene che Gesù era, con molta probabilità, figlio di una donna stuprata da un soldato romano che aveva fatto credere al povero Giuseppe di essere stata messa incinta da Dio e che, dopo la morte, il corpo di Gesù era stato nascosto dai suoi discepoli, dopo aver corrotto le guardie, per creare un mito che dura fino ad oggi. Odifreddi scrive addirittura che “nessun adulto sano di mente crede alle favole su Gesù bambino, ma non sono soltanto i bambini a credere alle storie su Gesù adulto.”

La spiegazione della Chiesa cattolica rispetto al tema dell’esistenza di Gesù come vero uomo e vero Dio può essere sintetizzata in una frase di un apologeta del secondo secolo, Tertulliano, il quale scriveva “credo quia absurdum”: credo, cioè, proprio perché quello che mi hanno raccontato è incredibilmente assurdo. Egli sosteneva che “il Figlio di Dio è stato crocefisso, non c’è da provare vergogna, in quanto è cosa vergognosa; e il Figlio di Dio è morto, ciò è assolutamente credibile, in quanto è cosa sconveniente; e, una volta sepolto, risorse, questo è cosa certa, proprio perché è impossibile.”

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